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“Per realizzare grandi cose, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere.”

ANATOLE FRANCE
LETTERA DI DON RAFFAELE CORRADO ALLA COMUNITÀ 

XXI CONCORSO INTERNAZIONALE DEI MADONNARI 2019

17-18-19 MAGGIO 2019

Tema:  VISITARE

Tu visiti la terra e la disseti (Sal 65, 10).

 

Nel corso della Visita Pastorale è d’obbligo coniugare il verbo VISITARE per dare corpo agli Orientamenti Pastorali per l’anno 2018-2019. Lo voglio fare, con gioia e attento all’evangelizzazione, con le parole del salmista che ci ripete: Tu visiti la terra e la disseti (Sal 65, 10).

Dobbiamo rileggere tutta la storia della salvezza attraverso il verbo visitare e soffermarsi sulle tante visite feconde che il Signore rivolge alla nostra vita e alla nostra Chiesa diocesana. È bello chiedersi: come ci visita il Signore? Come ci disseta? E, a cominciare dal SS.mo Sacramento, a chi rivolgere le nostre visite oggi?

Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa». (Gen 50, 24-25)

Comincia così, con il popolo ancora schiavo in Egitto, l’attesa della visita del Signore. Attesa che rimane desta, come una promessa da realizzare, attraverso le parole dei profeti, anche con minacce (cfr Ger 6, 15), quando il popolo, affascinato da altro, dimentica il suo Signore.

La promessa si realizza nel cuore della notte di Betlemme quando, nella carne di Gesù, nato da donna, Dio visita il suo popolo, mettendo anche in risalto l’aspetto drammatico della visita stessa: Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto (Gv 1, 11).

Ha così inizio, nel gioco di luci ed ombre, la visita del Signore, sempre tesa tra quelli che l’accolgono e quelli che la rifiutano (cfr Lc 19, 43). Ma il Risorto, anche dopo il no della Croce, riprende la sua Visita Pastorale, raggiungendo tutte le periferie del cuore, e ripetendo sottovoce: Ecco: sto alla porta e busso (Ap 3, 20) e invitando a vigilare (cr Mt 24, 42) e ad avere un cuore non appesantito, che attende come l’amata del Cantico la visita dell’amato: Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline (cfr Ct 2, 8).

Tu visiti la terra e la disseti: Come? Quando? Dove?

 

– Egli ci visita e ci disseta anzitutto con la sua PAROLA ( I PROFETI)

– Egli ci visita e ci disseta con il PANE (L'EUCARESTIA)

– Egli ci visita e ci disseta con il POVERO e i poveri crocifissi.

Maria, la Vergine della Visitazione, Colei che visitata va a visitare, ci aiuti a recuperare l’entusiasmo della missione per raggiungere, cantando il Magnificat, le tante case dove Elisabetta attende il nostro gratuito servizio per accogliere il dono della vita e, nella vita, il dono della fede, dono per noi e nostro impegno per la gente (cfr Lc 1, 39-56).

 Mons. Giuseppe Giudice, vescovo diocesano, dagli orientamenti pastorali 2018 - 2019

Carissimi la nostra comunità si appresta ad organizzare la festa di Maria SS. di Costantinopoli e di San Pasquale Baylon e il 21°concorso internazionale dei madonnari nell' Anno del Signore 2019. Quest' anno in comunione con il nostro Vescovo Giuseppe e tutta la Chiesa Diocesana abbiamo scelto come tema il verbo Visitare, proprio nel cuore di questo evento di grazia che stiamo vivendo come Chiesa locale che è la visita pastorale. Il Vescovo come Padre e Pastore sta visitando ogni comunità e ogni realtà della nostra diocesi perchè come successore degli Apostoli è chiamato a confermare i suoi fratelli nella fede. Egli viene per esortare, incoraggiare, ammaestrare, consolare i suoi figli. Con la venuta del vescovo è Dio stesso che passa in mezzo al suo popolo e lo visita. Attraverso la novena in preparazione alla festa, attraverso le riflessioni nei giorni della festa e tramite il concorso internazionale dei Madonnari vogliamo prepararci come comunità alla visita pastorale che avremo nei primi mesi del 2020. Un avvenimento di grazia così grande non ci deve trovare impreparati altrimenti corriamo il rischio di non gustare a pieno la presenza del Signore in mezzo a noi. Vogliamo essere attenti a tutto quanto il Signore ci dona in questi giorni di festa e predisporre il nostro cuore a vivere a tempo opportuno la visita in tutta la sua pienezza. Si il mio desiderio è quello che nasca nel mio e nel vostro la stessa santa inquietudine che aveva Sant' Agostino "Temo che il signore passi ed io non me ne accorga!". Quando il Signore passa a visitare dobbiamo essere pronti ad aprire la porta del cuore e farlo entrare. Non ci deve trovare distratti o ancora peggio addormentati ma svegli e pronti come Zaccheo ad accogliere Gesù nella sua casa: "Oggi devo fermarmi a casa tua" (Lc 19,5) e come lui lasciarci guarire da quella visita "Ecco Signore io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto...oggi la salvezza è entrata in questa casa (Lc !9, 8-9). Con questo spirito e con questi sentimenti organizziamo e viviamo la festa in onore dei nostri santi patroni e il 21° concorso internazionale dei madonnari.

don Raffaele Corrado

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